In una «logica senza logica», l’immagine si stacca da qualsiasi scopo predefinito per emergere come l'esito spontaneo di un percorso aperto,
fatto di imprevisti, discontinuità e interferenze.
Qui la nitidezza e la definizione cedono il passo all'imponderabile, lasciando spazio a una sola domanda: a quale risoluzione sogniamo?
E la risposta forse è: semplicemente sogniamo.